Firenze, lo sciopero dei dipendenti di LuisaViaRoma: «A rischio 300 posti di lavoro»
«Siamo provati, è un momento difficile per tutti noi lavoratori. Temiamo per il nostro futuro». È questo ciò che i dipendenti di LuisaViaRoma ripetono davanti allo storico negozio di Firenze. Con fischietti alla mano e bandiere rosse di Cgil tenute in alto i dipendenti dell’azienda fiorentina di lusso hanno partecipato allo sciopero indetto per giovedì 26 marzo. «Dopo l’annuncio del concordato liquidatorio temiamo per i posti di lavoro dei 300 lavoratori - spiega Yuri Vigiani, della Filcams Cgil di Firenze- La crisi, che ormai è in atto da diverso tempo, non è soltanto frutto della congiuntura del sistema moda ma anche e soprattutto colpa di un management che non si è saputo adeguare al tempo che stiamo vivendo». Dall’inizio della crisi i dipendenti che sono rimasti senza lavoro sono già 130. Oggi chi è rimasto teme per il proprio futuro e spera in una rapida soluzione, anche se l’azienda sembra ormai arrivata ai titoli di coda. «La situazione ormai è insostenibile e oggi i nostri posti di lavoro sono a rischio quindi non potevamo fare altro che farci sentire facendo un presidio proprio qui davanti alla sede - spiega Patricia Gaspar Puerto, dipendente- L’azienda è composta per più del 70% da donne, tra cui anche delle madri, e sapendo che l’occupazione femminile è sempre più bassa rispetto a quella maschile ci mette ancora più preoccupazione addosso. È quindi giusto che oggi siamo qui a protestare per il nostro futuro». Il 25 marzo sono infatti scadute le misure protettive del Tribunale per la procedura di composizione negoziata della crisi e l’azienda ha annunciato di avvicinarsi al concordato di liquidazione, lasciando nell’incertezza e nella paura i propri dipendenti. «Quando sono entrata in azienda tre anni fa il team web era composto da 11 persone. Oggi siamo rimasti in 2 - racconta Paola Capone, dipendente - Anche la piattaforma web del sito l’hanno affidata ad aziende esterne che ne stanno progettando infatti una nuova che andrà a sostituire quella attuale a cui lavoriamo noi. Stiamo andando verso un concordato fallimentare e questo ci fa paura». I dipendenti sono stanchi e il timore di ritrovarsi domani senza lavoro è sempre più concreto. La speranza di trovate un accordo però rimane e i dipendenti confidano che il 31 marzo, durante l'incontro in plenaria all’Unità di Crisi della Regione Toscana ,si trovi finalmente una soluzione.