[Totò] 1952 - Totò a colori - [100 film italiani da salvare 025]
Un musicista cerca invano, per anni, di far accettare una sua opera ad una casa editrice. Il pezzo avrà successo alla sua morte, e i concittadini gli erigeranno un monumento. <br /><br />Totò a colori è un film del 1952 diretto da Steno. <br /><br />Venne intitolato così proprio perché fu uno dei primi lungometraggi italiani a colori,[1] e tra i primi a utilizzare il sistema Ferraniacolor. <br /><br />Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare.[2] <br /><br />Trama <br />«Sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo!» <br />(Totò) <br /><br />Antonio Scannagatti è un musicista squattrinato che abita con la famiglia della sorella nel paesino di Caianello, ma sogna una chiamata da Milano dagli editori musicali Tiscordi o Zozzogno che gli garantisca la gloria: è infatti convinto di essere un genio della musica. <br /><br />Il sindaco del paese intanto tenta di convincerlo a dirigere la banda paesana, a causa dell'improvvisa inabilità del maestro Tiburzi, nel giorno della festa per il ritorno a casa del gangster italoamericano Joe Pellecchia, originario per l'appunto di Caianiello: Scannagatti, inizialmente restio, accetta quando il nipote del primo cittadino, mentendo, gli promette una raccomandazione presso l'editore Tiscordi, spacciando la sua fidanzata americana Poppy per sua segretaria. <br /><br />La giornata di festa si rivela un fallimento: Pellecchia vorrebbe parlare dal balcone del municipio, ma il maestro Scannagatti glielo impedisce, facendo suonare in continuazione la banda, finché l'italoamericano si infuria e va via. Scannagatti va comunque a incassare il premio e raggiunge il nipote del sindaco e la sua compagna, che hanno lasciato Caianiello e sono ospiti di una bizzarra compagnia a Capri: qui il maestro crede per equivoco di essere riuscito a ottenere un appuntamento con Tiscordi. <br /><br />Scannagatti parte dunque per Milano: in treno, si trova a condividere la cabina del wagon-lit con l'onorevole Cosimo Trombetta, con cui ha ben presto un alterco dopo averlo esasperato. Durante la notte, i due vengono alleggeriti dei portafogli da una affascinante ladra che ha chiesto loro ospitalità con uno stratagemma; alla scoperta del furto, l'infuriato Scannagatti incolpa l'onorevole che viene così prontamente arrestato dai ferrovieri. <br /><br />Giunto a Milano, Scannagatti incontra Tiscordi in persona, a causa di un equivoco: è stato scambiato per un infermiere in grado di fare iniezioni indolori all'editore, che ha già licenziato numerose infermiere. L'equivoco sfocia in un alterco tra i due, con la fuga del musicista. <br /><br />Le disavventure non sono finite: Scannagatti viene intercettato dal cognato, cui ha rubato i soldi per il viaggio a Milano, il quale minaccia di ucciderlo; per placarlo, il maestro finge di aver ottenuto un contratto da Tiscordi e lo porta sì in palcoscenico, ma in un teatro di burattini. All'inizio Scannagatti riesce a ingannare il parente fingendosi Pinocchio e interpretando uno spettacolo, in cui si esibisce ballando sul tema di Parade of the Wooden Soldiers. #Steno #totò